Samurai 8 Volume 1: il ritorno di Masashi Kishimoto [Recensione]

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Il ritorno di Masashi Kishimoto su Weekly Shonen Jump è stato sicuramente uno degli eventi più attesi dal lontano 2014, anno in cui venne pubblicato il capitolo conclusivo di Naruto. Per Shueisha, rappresenta la chance di pubblicare un altro capolavoro, mentre per i fan la possibilità di poter rileggere ancora una volta le storie di Kishimoto Sensei. Samurai 8 è ancora inedito in Italia e siamo riusciti a mettere mano al primo volume della serie grazie allo stand dedicato al Lucca Comics and Games. Nella nostra recensione cercheremo di spoilerare il meno possibile, ma nel caso vi avvertiamo che potrebbero essere presenti spoiler. Iniziamo con presentare il manga per darvi un infarinatura generale sulla storia.

Samurai 8: la leggenda di Hachimaru

Samurai 8, scritto da Masashi Kishimoto e disegnato da Akira Okubo, racconta la leggenda del giovane Hachimaru, una ragazzino gracile e debole che sogna di diventare un samurai. Il suo sogno sembra però non potersi realizzare, visto che il protagonista non può nemmeno uscire di casa e passa la sua vita a giocare ai videogiochi attaccato ad un supporto di sostentamento.

Per poter realizzare il desiderio del figlio di poter uscire di casa, Furuta, padre di Hachimaru, si reca ad acquistare il componente mancante per la realizzazione di un supporto mobile. Tuttavia, l’uomo cade nella trappola di un ronin, ex-samurai, che si rivela alla ricerca di un particolare oggetto, creato dal dio dei guerrieri Acala ed in possesso di Furuta stesso. L’oggetto, una speciale lama chiamata “vampiro”, si trova però nel corpo di Hachimaru, e per poterla estrarre il ronin costringerà il giovane a togliersi la vita tramite seppuku (suicidio) per salvare la vita del padre.

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Questo gesto risveglierà l’anima del samurai nel corpo di Hachimaru che lo trasformerà in un aspirante guerriero, il quale sarà guidato in un viaggio nella galassia da Daruma, un samurai intrappolato nel corpo di un gatto robotico e dal suo fedele Key Holder, Hayataro.

Samurai 8: la recensione del primo volume

Se sotto certi aspetti Hachimaru mi ha ricordato Naruto, il nuovo personaggio di Kishimoto Sensei si discosta di molto dal ninja di Konoha e si avvicina di più ai protagonisti di altre opere come Midoriya Izuku di My Hero Academia e Asta di Black Clover: tutti nati senza speciali caratteristiche e accumunati dallo stesso sogno di aspirare ad un traguardo apparentemente irraggiungibile.

I primi sei capitoli del primo volume, sono sfruttati da Kishimoto per presentare i personaggi principali di Samurai 8 e lo sfondo di quella che sarà l’avventura di Hachimaru. Personalmente, ho trovato piacevole leggere l’intero volume in previsione di questa recensione, e non vi nascondo di non vedere l’ora di poter mettere mano sul secondo volume, in uscita a maggio 2020.

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Di Kishimoto possiamo sicuramente vedere la sua esperienza come padre, già presente nel rapporto tra Naruto e Iruka e qui riproposta tra Furuta e Hachimaru. L’atteggiamento del protagonista con il padre è molto simile a quello di Naruto con il suo primo maestro, odio e amore che si fondono in quello che sarà il gesto di sacrificio che darà inizio alla storia del manga.

Come Naruto anche Hachimaru è isolato dalla società, in questo caso non per la presenza di un demone nel suo corpo, ma solo per la sua disabilità. Altra somiglianza con Naruto è la presenza di un’organizzazione oscura volonterosa di aprire la “Scatola di Mandala”, una sorta di vaso di Pandora pronto a distruggere l’universo. Per il resto si tratta di due storie differenti, una incentrata sui ninja l’altra sui samurai.

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Per quanto mostrato nei primi 6 capitoli di Samurai 8, il lavoro di presentazione fatto da Kishimoto è realizzato come suo solito in modo impeccabile, fornendo qualche anticipazione in più sul futuro della storia. Anche se alcuni elementi narrativi potrebbero risultare già visti e rivisti, la storia inizia a prendere una sua forma dal sesto capitolo e sarà interessante vedere cosa avrà in serbo nei prossimi volumi.

Per quanto riguarda i disegni, Okubo svolge un discreto lavoro sebbene molte scene d’azione vengano rappresentate in piccoli pannelli su singole pagine, a volte arrivando persino a creare pannelli così piccoli da rendere difficile capire cosa stia succedendo. Considerando che nel cuore Samurai 8 è una serie d’azione shonen, non è sicuramente l’ideale.

REVIEW OVERVIEW
Storia
Disegni
Editore
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